I BIOCAMINETTI
I caminetti “bio” (perché alimentati con alcool etilico proveniente da prodotti agricoli) sono dei complementi di arredo moderno, pratici, facili da montare e da spostare, per cambiare disposizione in casa o per un trasloco. Non necessitano di utenze (fili elettrici, tubi di alimentazione o di scarico, ecc.).
I biocaminetti danno anche del calore e luce viva del fuoco creando atmosfera e compagnia, oltre che risparmio, facendo abbassare o spegnere l’impianto di riscaldamento.
Sono alimentati da una fonte rinnovabile, non aggiungono nell’aria prodotti nocivi derivanti dalla combustione del petrolio, carbone, gas, né polveri sottili derivanti dalla combustione delle biomasse solide quali legna, pellet, ecc.
I biocaminetti hanno un rendimento di circa il 98% in calore, e 2% in anidride carbonica e acqua (vapore acqueo).
SICUREZZA
La società CMC tratta e sviluppa da oltre 8 anni i suoi prodotti.
Fin dai primi passi, nel 2002, si è data una organizzazione basata su una intensa Ricerca e Sviluppo finalizzata alla riduzione di rischi nella produzione dei suoi modelli.
Le successive normative francese NF D 35-386 e tedesca DIN 4734 datate Agosto 2009, e relative agli apparecchi ad etanolo, sono poi diventate le sue basi di riferimento per la progettazione e realizzazione dei suoi prodotti.
Dall’inizio del 2010 la CMC partecipa, con il Comitato Termotecnico Italiano, allo studio di normative per la costruzione di biocaminetti che non siano dannosi per le persone e per l’ambiente. (Il mercato è invaso da parecchi che non possiedono le caratteristiche minime di sicurezza).
CHI E' IL CTI? Il Comitato Termotecnico Italiano "CTI" svolge attività normativa ed unificatrice nei vari settori della termotecnica. Ente federato all’UNI, con il quale elabora progetti di norma, il CTI sviluppa guide, raccomandazioni, documenti tecnici, aggiorna e rivede norme esistenti UNI-CTI e partecipa ai lavori normativi internazionali CEN e ISO del settore. Inoltre, il CTI svolge attività di ricerca, che si concentra prevalentemente nei settori delle fonti energetiche rinnovabili e del risparmio energetico e attività di alta formazione sui temi tecnici di attualità.
ANALISI DI LABORATORIO
Fin dalle prime riunioni del CTI abbiamo deciso di fare analizzare i prodotti di combustione delle fiamme di un bruciatore con 2 diversi tipi di combustibili al bioetanolo. Nell'ambito del lavoro sperimentale finanziato dal Min. Sviluppo Economico per il progetto "Definizione di linee-guida per la scelta di biocombustibili a basso impatto ambientale", i risultati preliminari dei test, condotti dalla Stazione Sperimentale per i Combustibili sono i seguenti:
All. 1 - Foto del laboratorio con cappa di convogliamento:
All. 2 - Foto della preparazione a campionamento dei prodotti di combustione mediante utilizzo di cappa di convogliamento:

All. 3 - Risultati del test sul combustibile A:

All. 4 - Risultati del test sul combustibile B:

All.5 - Risultati preliminari dei test.

All. 6 - Risultati dei test sul combustibile B: Aldeidi.

PRIME CONSIDERAZIONI:
1) Esiste una grande differenza nella qualità dei biocombustibili. Il combustibile B è migliore del combustibile A.
2) Le emissione di Ossido di Carbonio (CO) nella combustione del bioetanolo (sia A che B) sono sempre molto inferiori (circa 1 decimo) del LIMITE PROPOSTO DALLA NORMA: CO= 100 ppm 3) Il test così come realizzato, è molto pessimistico: è come se una persona respirasse tutta l'emissione di CO2 e CO della combustione. Nella realtà, la persona che si trova a casa sua, a 1,2 o 3 metri di distanza dalla fiamma, a causa della diluizione e del ricambio di aria del locale, ne respira 1 centesimo o 1 millesimo.
4) Il test sulle ALDEIDI dimostra che nella combustione del bioetanolo l'emissione di prodotti derivati dalle Aldeidi sono molto inferiori (0,015 mg/m3) al limite di esposizione accettabile (0,1 mg/m3 per 30 minuti) fissato dal WHO (World Health Organization).
5) Per la possibilità di creazione di Ossidi di Azoto (NOx) dovuti alla fiamma del bioetanolo, la normativa tedesca (DIN 4734-1 del 2010-09) richiama una caratteristica chimica specifica: sotto i 1000°C e a pressione atmosferica, non si producono combinazioni tra l'Ossigeno e l'Azoto. Dalla mia esperienza, la temperatura della fiamma del bioetanolo non supera i 400-500°C (con fiamma libera).
... CONTINUA ... STIAMO LAVORANDO PER VOI ...
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