| POLVERI SOTTILI
……….. ultime notizie dalla Delibera della Regione Marche n. 1304/11:
2.3. Limitazioni alle emissioni da combustione domestica.
Per quanto riguarda le limitazioni alle emissioni da combustione domestica occorre considerare che in letteratura si può riscontrare che, a parità di calore prodotto,
un camino a legna di tipo aperto emette 2.500 volte le polveri sottili che emette una caldaia domestica a metano,
un camino a legna del tipo chiuso ne emette 1.250 volte, e che
una stufa a pellet dotata delle migliori tecnologie disponibili emette 250 volte le polveri sottili che emette una caldaia a metano.
Le polveri sottili (PM10 o PM2,5) hanno un impatto importante sulla qualità dell’aria, soprattutto in contesti particolarmente complessi, come quello della pianura Padana.
Le cause all’origine del problema delle polveri sottili sono molte. Tra queste, vi è anche il ruolo delle biomasse. In particolare, quelle utilizzate nei piccoli dispositivi di combustione sembrano contribuire in maniera significativa, al pari di altri "contribuenti" storici come il traffico veicolare. Perché la biomassa produce polveri sottili? Fondamentalmente perché le caratteristiche fisiche di un ciocco di legna, di una scaglia di cippato o di un singolo pellet, sono tali da renderne la combustione più difficoltosa rispetto a quella degli altri combustibili tradizionali (liquidi come il gasolio o addirittura gassosi come il gas naturale) con cui sono spesso confrontati. In linea molto generale, e semplificando il complesso processo di formazione del particolato sottile, una combustione difficoltosa determina la presenza di un elevato numero di particelle carboniose incombuste a cui si aggiungono anche tutte le componenti volatili che si liberano durante le varie fasi della combustione stessa e che, condensando attorno a micro particelle solide, accrescono ulteriormente la massa delle polveri sottili. In questo processo giocano quindi un ruolo fondamentale il combustibile, la tecnologia e le modalità di gestione dell'impianto, purché visti come parti di un unico insieme. Un buon combustibile utilizzato in un apparecchio di scarsa qualità fornisce prestazioni scadenti soprattutto dal punto di vista ambientale, così come la miglior tecnologia disponibile gestita male o utilizzando un combustibile di bassa qualità spesso non consente di rispettare elevati standard qualitativi. Al contrario, l'equilibrato accoppiamento di questi fattori può garantire un sereno e sostenibile futuro alla combustione delle biomasse. Non bisogna mai trascurare il fatto che legna, pellet e cippato sono combustibili di origine naturale e rinnovabili al 100%, che però, in determinate condizioni di utilizzo, possono anche essere causa importante di inquinamento atmosferico.
Le polveri fini sono gli inquinanti atmosferici fra i più dannosi per la salute delle popolazioni, e si trovano in maggiori concentrazioni laddove maggiore è la concentrazione in agglomerati urbani. Le polveri fini si trovano nell’aria che si respira e sono composte da particelle di diametri inferiori a 10 millesimi di millimetro (micrometri), pari a circa un decimo del diametro di un capello. Da un lato, tali inquinanti atmosferici, noti anche come particolato PM 10, vengono liberati nell’aria sotto forma di particelle primarie, come ad esempio quelle che si formano in seguito alla combustione incompleta di carburanti e combustibili, ai processi industriali o all’abrasione di pneumatici, rivestimenti stradali e binari ferroviari, combustione delle biomasse solide (legno, pellet, ecc.) Accanto a queste esistono poi le particelle secondarie, che si formano nell’aria a partire da precursori gassosi come l’ammoniaca, gli ossidi di azoto, il biossido di zolfo e i composti organici. Le polveri fini sono costituite da diversi composti chimici. Particolarmente nocive per la salute sono le piccolissime particelle di fuliggine diesel con un diametro di soli 100 milionesimi di millimetro. La fuliggine comprende tutte le particelle primarie contenenti carbonio (o carboniose) generate da un processo di combustione incompleto. La struttura molto frastagliata di queste particelle fini fa sì che vi si depositino (per adsorbimento) altre sostanze tossiche come per esempio gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) Nelle zone particolarmente esposte vengono inalate ad ogni respiro circa 50 milioni di particelle, una quantità che si riduce di 10 volte nelle aree poco inquinate. Più le particelle sono piccole, più riescono a penetrare in profondità fino alle più sottili ramificazioni dei polmoni, per poi raggiungere, in parte, i vasi linfatici e sanguigni, depositandosi praticamente in tutti gli organi. Grazie agli sforzi compiuti per ridurre le emissioni generali di inquinante prodotte dalle attività industriali e artigianali, dagli impianti a combustione e dai veicoli a motore, in Svizzera le emissioni di PM10 sono diminuite costantemente negli anni scorsi, raggiungendo le attuali 21.000 tonnellate all’anno (fonte UFAFP: Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio).
Almeno 9.000 tonnellate, pari al 44% delle emissioni annue di PM10, vengono liberate durante i processi di combustione. Si tratta principalmente di aerosol di fuliggine provenienti dagli scarichi dei motori diesel e delle particelle emesse da piccoli impianti a combustione a legna o derivati, e da focolari all’aperto.
Molte di queste sostanze sono nocive all’uomo, in particolare ai bambini, fino ad essere cancerogene. In questo caso non esistendo soglia di tolleranza, si impone l’obbligo di ridurre le emissioni al minimo.
SICUREZZA DEL COMBUSTIBILE Il nostro combustibile è omologato CE, è stato testato ed è garantito da Istituti di Ricerca Europei specifici dove sono state effettuate prove sulla sicurezza dell’uomo e dell’ambiente. N.B. Si devono seguire sempre attentamente le raccomandazioni e le modalità d’uso che indichiamo anche nelle confezioni dei prodotti.
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